Ci sono cose che non fanno ridere. Nemmeno online.
Hai bisogno di aiuto adesso?
Ciao, sono Pielle!
Forse mi conosci già. Sono il gatto della Polizia Locale di Loano, vivo tra scrivanie, computer, telefoni che squillano e colleghi che cercano disperatamente di finire un documento prima che io decida di sdraiarmici sopra.
Di solito mi piace raccontare quello che succede dalle nostre parti con un po’ di ironia. Ma oggi vorrei parlarti di qualcosa di diverso.
Del bullismo. E del cyberbullismo.
Perché ci sono scherzi che fanno ridere tutti. E ce ne sono altri che fanno ridere soltanto chi li fa.
E qualche volta non si tratta nemmeno di scherzi: c’è chi prende di mira qualcuno sapendo benissimo di ferirlo. E continua a farlo.
«Dai, era solo uno scherzo!»
Quante volte l’abbiamo sentito dire? Magari dopo una presa in giro davanti ai compagni. Dopo una battuta sull’aspetto fisico. Dopo aver escluso qualcuno da un gruppo. Dopo aver diffuso una fotografia imbarazzante.
Ma prova a pensare a chi si trova dall’altra parte.
- A chi comincia a temere l’intervallo, il tragitto verso scuola, l’allenamento o semplicemente il momento di aprire una chat.
- A chi ride insieme agli altri per non far vedere che ci sta male.
- A chi vorrebbe rispondere, ma ha paura che le cose peggiorino.
Una cosa può sembrare divertente a chi la fa ed essere terribilmente dolorosa per chi la subisce.
E quando le prese in giro, le umiliazioni, le minacce o le prepotenze diventano un modo per prendere sistematicamente di mira qualcuno, non stiamo più parlando di una semplice battuta.
E dietro uno schermo?
Qui le cose possono diventare ancora più difficili. Un messaggio offensivo può arrivare a qualsiasi ora. Una fotografia può essere condivisa con decine di persone. Un commento può diventare il pretesto per una valanga di prese in giro.
E chi lo fa magari pensa che, essendo tutto online, sia meno grave. Ma dall’altra parte dello schermo c’è una persona vera. Con i suoi pensieri, le sue emozioni, le sue paure.
Il telefono si può spegnere. Quello che si prova, purtroppo, non sempre.
Ma davvero ti rende più forte?
Adesso vorrei parlare a chi prende in giro, umilia, minaccia o esclude qualcuno intenzionalmente.
Magari lo fai per farti notare. Per ottenere qualche risata. Per dimostrare agli amici che sei quello che comanda. O magari ti diverte proprio vedere la reazione di chi hai preso di mira.
Ti faccio una domanda.
Se per sentirti forte devi far male a qualcuno, quanto sei forte davvero?
Non serve rispondere a me. Prova soltanto a pensarci.
E se ti accorgi di aver superato il limite, puoi scegliere di fermarti. Puoi chiedere scusa, ma soprattutto puoi cambiare comportamento. Non è mai troppo presto per farlo.
E tu che guardi?
Forse non hai mai insultato nessuno. Non hai mai minacciato un compagno. Non hai mai pubblicato una fotografia per metterlo in ridicolo.
Però magari qualche volta hai riso insieme agli altri. Hai inoltrato un messaggio. Hai messo un like. Oppure hai visto tutto e non hai detto niente.
Non sempre è facile intervenire. Lo so. A volte si ha paura di diventare il prossimo bersaglio. Ma non devi affrontare qualcuno da solo o metterti in pericolo per aiutare.
Non partecipare è già una scelta. Aiutare può cambiare le cose.
Se sta succedendo a te
Vorrei dirti soprattutto una cosa.
Non devi affrontare tutto questo da solo.
Non devi vergognarti. Non devi dimostrare di essere abbastanza forte da sopportare qualsiasi cosa. E non devi pensare che chiedere aiuto significhi fare la spia.
Parlane con qualcuno di cui ti fidi: un genitore, un insegnante, un familiare o un altro adulto capace di ascoltarti.
Se succede online
- Non rispondere agli insulti con altri insulti.
- Prima di cancellare messaggi o conversazioni, conserva le prove, ad esempio con uno screenshot.
- Chiedi aiuto per bloccare e segnalare i comportamenti offensivi.
- Puoi fare una segnalazione alla Polizia Postale sul sito commissariatodips.it.
Se la prima persona con cui parli non comprende quello che stai vivendo, prova a rivolgerti a qualcun altro.
Meriti di essere ascoltato.
Chiedere aiuto: a chi rivolgersi
Non bisogna aspettare che una situazione diventi insopportabile prima di parlarne. Oltre alle persone di fiducia, esistono servizi dedicati ai bambini e agli adolescenti.
Telefono Azzurro
Servizio gratuito di ascolto e sostegno per bambini, adolescenti e adulti che vogliono confrontarsi su situazioni di difficoltà che riguardano i minorenni, anche legate alla vita online.
114 – Emergenza Infanzia
Servizio gratuito, attivo 24 ore su 24, per segnalare situazioni di pericolo ed emergenza che coinvolgono bambini e adolescenti. Disponibile anche sul sito www.114.it.
Polizia Postale – Commissariato di P.S. Online
Per segnalare episodi di cyberbullismo e contenuti offensivi diffusi in rete, anche online, e trovare informazioni utili per ragazzi e genitori.
Vai su commissariatodips.itSe c’è un pericolo immediato, chiama il 112, Numero Unico di Emergenza.
Puoi anche rivolgerti a noi.
Comando Polizia Locale di Loano
Indirizzo
Via dei Gazzi 7, 17025 Loano (SV)
Telefono
Orari sportello
Lunedì, mercoledì e venerdì: 9:00 – 12:00
Martedì e giovedì: 15:00 – 17:00
Un’ultima cosa, da Pielle
Io non frequento la scuola, non ho un gruppo WhatsApp con i compagni e, per fortuna, nessuno mi prende in giro quando mi addormento sulla tastiera dei colleghi. Ma una cosa la so.
Le persone non dovrebbero avere paura di essere sé stesse. Né a scuola, né per strada, né sui social.
E se ognuno di noi imparasse a pensarci un po’ di più, forse qualcuno avrebbe un motivo in meno per sentirsi solo.
Io continuerò a parlarne, a modo mio. Con quattro zampe, due baffi per parte e qualche riflessione che spero vi accompagnerà anche dopo aver chiuso questa pagina.
Pielle
Le storie di Pielle
Piccole storie per fermarsi a riflettere.
Episodio 1
Era solo uno scherzo.
Se per sentirti forte devi far male a qualcuno, quanto sei forte davvero?
Episodio 2
Dietro lo schermo c’è qualcuno.
Il telefono si può spegnere. Quello che si prova, purtroppo, non sempre.
Prossimamente
Le storie di Pielle continuano sui social. Segui la Polizia Locale su Facebook e Instagram per non perdere i prossimi episodi.

