Raccomandazioni risultanti dal progetto EFUS Match Sport

Tempo di lettura:

3 minuti

Sulla base della ricerca condotta all’avvio del progetto ed in seguito alle numerose occasioni di scambio e discussione, il gruppo di collaboratori MATCH-SPORT ha identificato diverse raccomandazioni rivolte alle autorità locali e alle associazioni sportive.

Le seguenti linee guida racchiudono tutte le azioni intraprese durante il progetto e sono state aggiornate con i conseguenti sviluppi e risultati:

  • La competizione è parte integrante dello sport. Ciò nonostante esiste lo stereotipo dove la competizione conduce alla violenza. Dobbiamo pensare a come ridurre la violenza nello sport in una società che considera la vittoria come unica gratificazione e come modo per definire sé stessi come individui o come un gruppo.
  • Solo attraverso un lavoro trasversale e con approccio olistico si può sconfiggere la violenza e la discriminazione nello sport amatoriale. E’ necessario lavorare su diverse linee in contemporanea, come l’educazione ed il rispetto degli amici e degli arbitri, e adattare le regole per consentire una maggiore inclusione.
  • Lo sport amatoriale ha un impatto positivo sulla coesione sociale ed un effetto durevole sulla prevenzione della violenza. In quest’ottica, si raccomanda ed incoraggia la creazione di associazioni sportive o la promozione delle pratiche sportive nelle aree urbane di interesse sensibile, organizzando attività a livello comunitario con associazioni professionali, con l’obiettivo di attrarre i giovani giocatori.
  • Al fine di evitare episodi di violenza tra gli spettatori ed i giocatori, si può agire disseminando una cultura di responsabilità del pubblico attraverso campagne di comunicazione. Queste azioni possono essere adottate e rafforzate per affrontare specifici problemi e contrastare sfide locali.
  • E’ essenziale che le autorità locali assumano il ruolo di coordinamento del lavoro di prevenzione svolto a livello locale, non effettuato solo dai servizi comunali ma anche dalle associazioni sportive e altri soggetti coinvolti. Senza ombra di dubbio, questi sono ben posizionati per monitorare incidenti o raccogliere qualsiasi informazione rilevante che possa aiutare a plasmare la politica locale e conseguenti azioni.
  • Le autorità locali e regionali dovrebbero fornire supporto finanziario alle associazioni, in particolare a quelle dislocate nei quartieri “difficili”, e assicurare che i progetti sportivi includano anche un approccio educazionale.
  • Anche al livello locale, le federazioni sono i punti cardine nella prevenzione di episodi di violenza. Queste hanno i mezzi per stabilire le misure di prevenzione e hanno il potere di sanzionare le associazioni ed i loro membri.
  • Il ruolo dell’arbitro come educatore deve essere rafforzato. I corsi di formazione professionali rivolti a questa categoria dovrebbero includere questo aspetto.
  • Per facilitare l’accesso allo sport per tutti, le regole possono essere adattate ad uno standard preciso, per esempio consentendo alle persone con disabilità di partecipare o far rispettare l’equilibrio tra i generi dei partecipanti, personalizzando le esigenze specifiche dei praticanti a seconda dell’associazione. L’idea quindi non è di cambiare le regole per tutti (il che renderebbe lo sport meno piacevole per gli altri praticanti), ma di adattarle sulla base dei singoli casi.
  • Incoraggiamo le associazioni sportive ad adottare misure comuni, come l’introduzione di una penalità per il comportamento scorretto nel regolamento. E’ importante coinvolgere i genitori in queste decisioni, così da legittimizzarle. Disporre degli stessi principi e valori è essenziale per garantire la differenza tra comportamenti corretti e scorretti. La comunicazione e l’accondiscendenza sono essenziali.
  • I conflitti provocati dai genitori e dalle famiglie nascono dal loro intenso coinvolgimento emozionale nella competizione dei loro figli. Infatti progettano le loro aspirazioni, rabbia o frustrazioni stesse. Il problema è rappresentato dalla società: accetta che i genitori perdano il controllo durante queste situazioni ed è difficile redarguirli in merito. E’ quindi necessario avvicinarsi ai genitori se vogliamo cambiare il loro comportamento, convincendoli dei vantaggi dell’astenersi da questo genere di comportamenti scorretti.
  • L’interdizione permanente è un altro strumento da considerare quando i genitori si rifiutano di modificare il loro comportamento. Ad ogni modo, queste misure devono essere utilizzate con cautela perchè possono avere risvolti negativi per l’associazione.

Articoli collegati

Pagina
Noi lavoriamo con… FISU (Forum Italiano Sicurezza Urbana)

Il Forum per la Sicurezza Urbana promuove e facilita la collaborazione tra enti locali istituzioni nazionali ed europee fine di attuare politiche adeguate e azioni concrete e adeguate nell'ambito di un approccio olistico e trasversale per la sicurezza.

Novità
Report campagna social del progetto EFUS Match Sport

Il report della campagna social del progetto MATCH SPORT contro le discriminazioni e la violenza nello sport.

Filtri